Notte Nazionale del Liceo Classico 2026
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Anche quest’anno il Liceo Classico Vittorio Alfieri di Torino partecipa alla XI edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico.

L’evento, nato da un’idea del prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale (CT) e ora Ricercatore di Filologia classica presso l’Università di Torino, sostenuto dal Ministero della Pubblica Istruzione e dall’Associazione Italiana di Cultura Classica, coordinato da un ampio e rappresentativo Comitato Organizzativo.
Quest’anno gli studenti dei licei classici che aderiscono alla XII edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico sono chiamati a riflettere sul seguente tema e ad allestire perfrmances in coerenza con esso.
Homo sum…
Il nostro tempo è attraversato da guerre, odi, violenze visibili e invisibili: ci muoviamo tra conflitti che incendiano il mondo, ma anche ferite quotidiane che cancellano il volto dell’altro, ne umiliano l’identità, dal bullismo al femminicidio alle pressioni psicologiche, fino al rischio di un’umanità smarrita nella fredda logica delle macchine e dell’intelligenza artificiale. È un tempo che ci chiede con forza: che cosa significa oggi essere uomini?
Non c’è una risposta unica, ma un’eredità che ci interpella: i classici ci hanno consegnato una parola, humanitas. Essa non è una definizione chiusa, ma un invito ad aprirsi all’altro, a riconoscere nell’incontro, nell’ascolto e nella diversità la sostanza stessa dell’essere uomini. È un orizzonte di senso che non smette di chiederci responsabilità, dignità, compassione.
“I care”, scriveva don Milani: “mi sta a cuore”, “mi riguarda”. Lo aveva detto già Terenzio: “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”. Nessuna vita, nessuna sofferenza come nessuna speranza può essere estranea all’uomo. Primo Levi ci ha ammonito a riconoscere l’umano in ogni volto; John Donne ci ha ricordato che nessuno è un’isola; Diogene ancora ci chiede, con la sua lanterna: “dove sei, uomo?”.
Leggere i classici oggi significa rispondere a questa domanda antica e sempre nuova, aprire la porta allo straniero, dare ospitalità a un sopravvissuto, ascoltare la voce di chi, da lontano, continua a insegnarci come vivere insieme. La Notte Nazionale del Liceo Classico raccoglie questa eredità, trasforma i testi e le idee in parola viva, gesto, performance. L’humanitas, così, non è un relitto del passato, ma la radice vivificante che ci tiene uniti, ieri come oggi, e che, sola, può dare speranza al futuro di tutti.
Il Coordinatore Nazionale, Prof. Rocco Schembra e il Comitato Organizzativo della NNLC
